sabato 16 marzo 2013

La mia Ieia amava i colori.


La mia Ieia amava i colori.

Le piacevano tantissimo i pennarelli. Per farla davvero felice bastava una scatola di quei magici tubicini di plastica,colorati, pasticcioni e il suo dolcissimo viso si illuminava. Ho ancora "tracce" colorate di Fedra in ogni dove: continuo a trovare pennarelli ovunque, seminati col tempo qua e là, nascosti dal tempo qua e là, riapparsi dal tempo qua e là: sotto ai mobili, dentro ai cassetti, sotto ai sedili in auto... Ho scatole e scatoloni pieni di pennarelli e assolutamente non ho coraggio di liberarmene.
I suoi libroni di disegni da colorare sono ancora qui, pasticciati come solo lei sapeva fare, diceva "detto cotonno" (ndt. fedrese= dentro al contorno) come ad insegnarsi da sola quel che doveva fare, ma poi non seguiva mai i contorni, non sceglieva mai colori reali e tutto diventava incredibilmente... visto con gli occhi suoi. Capelli blu, animali verdi, gialli, arancioni, alberi rosa, azzurri... Solo gli occhietti e le boccucce dei personaggi erano costantemente blu e rossi, risultato di un forzato condizionamento o forse il suo modo per dire "guarda che riconosco benissimo le figure e so distinguere le persone dalle cose e dagli animali anche nei disegni".
Quando voleva avere in regalo una scatola nuova di pennarelli decideva che quelli che stava usando erano ormai vecchi e non funzionavano “no chìe più!” (ndt. fedrese= non scrive più) e allora li trovavo nel cestino dell’immondizia o dentro al lavandino dove si divertiva a lanciarli ridendo.
Le sue manine erano sempre sporche, si sa che quando i pennarelli scelgono di lasciare il segno del loro artistico passaggio sulle mani dei bambini non sempre poi è facile cancellarlo. Le dita verdi, blu, rosse della mia Ieia erano ormai una costante... vogliamo mettere la monotonia di una manina sempre bianca e linda? Qualche volta la vedevo improvvisamente lasciare la tavola della cucina dove aveva stabilito la sua postazione artistica e dirigersi verso la sua cameretta. "Dove vai Fedra?", la sua risposta "mi allo manine" (ndt. mi lavo le manine), mi faceva capire che forse l'opera d'arte che i pennarelli avevano deciso di dipingere su di lei non le piaceva molto. Dopo essere stata nel suo bagnetto a lavarsi, rigorosamente da sola, che poi è molto più divertente invece di avere la mamma alle spalle come un falco che dice "fai così, fai cosà", esibiva immancabilmente le maniche bagnate fino al gomito (beata la stagione estiva e le magliette con le maniche corte!) e spruzzi d'acqua vari qui e là... però mi avvicinava le manine al naso (con gli ultimi rimasugli di colore che non se ne erano andati) e mi diceva felice "tetti! tetti che puffumo mamma!" (ndt. senti! senti che profumo mamma!).

Si, la mia Ieia amava i colori.

Ogni mattina era un tira e molla farle scegliere il colore della maglietta o della felpina, dei pantaloncini o della tutina che voleva indossare. La sua costante domanda al telefono con le zie era "che cooe hai?" (ndt. che colore hai? , cioè "di quale colore sei vestita?"). La sua gioia era scoprire che la mamma, il papà, la nonna, la zia o chiunque le capitasse davanti avesse qualcosa addosso con una riga, una scritta, un disegno o un motivo di un colore che richiamasse qualche altra cosa che indossava lei e subito si accendeva in un sorriso esclamando "uguale!!!"

Decisamente. La mia Ieia amava tantissimo i colori.



E sono colorati anche ora i suoi saluti. Li vedo spesso. I saluti che ha scelto per me sono colori. Arcobaleni in cielo. Mai in tutta la mia vita ho visto così tanti arcobaleni, così belli, così spesso, anche fuori stagione. E’ la mia Ieia che ama i colori e mi saluta.

Il primo arcobaleno l’ho visto quando Fedra ormai ci stava lasciando, una mattina mentre da casa stavamo andando all’ospedale dove mia mamma aveva passato con lei la notte in terapia intensiva ci è apparso davanti tra la pioggia di quel giorno triste, quella domenica la lettura del Vangelo a messa parlava di Gesù che ridava la vita alla bimba di Giairo e speravo tanto che quell’arcobaleno visto mentre in auto ascoltavamo quel brano, fosse un segno per noi. Così non è stato purtroppo, ma da allora ogni tanto, anzi, ogni spesso, Fedra mi saluta colorando il cielo. Si sa, in estate i temporali sono comuni e lo sono anche gli arcobaleni, ma in vita mia non ho ricordi di averne visti così tanti e così frequenti; non solo in estate ma anche durante l’inverno che ormai sta per finire, non solo durante le giornate di pioggia ma anche in pieno sole, spesso non c’è un solo arco in cielo ma è addirittura doppio….. Si, è la mia Ieia che mi saluta, la mia Ieia che amava i colori e che disegna e colora i suoi saluti in cielo per la mamma.







6 commenti:

supernonnaRosa ha detto...

Ciao Renata,attraverso le tue parole si intravede un bellissimo dipinto di una GRANDE PRINCIPESSA!!
Un abbraccio.
Rosa

Pinuccia ha detto...

Un arcobaleno perfetto dipinto dalla più bella principessa per la sua grande mamma.
TVB

Rosita ha detto...

Grazie per averci donato questi momenti di vita dolcissimi di Fedra.
Mi sembra di vederla mentre colora, cercando a fatica di stare nei contorni...e colorare il suo mondo come lo vedeva lei!! ..e andare anche oltre il foglio colorare anche le sue manine... come ora colora la tua vita con gli ARCOBALENI e in suo nome portandoti a realizzare tanti e tanti orecchini COLORATI.."IEIA amava i colori... e amava la VITA!" e Fedra continua a colorare la tua vita carissima Renata e grazie ai ricordi che condividi con noi COLORA i nostri CUORI.. Grazie Renata ti abbraccio di cuore Rosita

maira bijoux ha detto...

Secondo me è molto bello che racconti di lei, di tutte le cose che faceva.
Quando i tuoi pensieri si immergono nel racconto fai rivivere quei momenti con lei e come una magia!!!Dovresti raccoglieri tutti questi momenti e farne un libro dedicato alla nostra PRINCIPESSA.
Per fortuna che nessuno può cancellare i ricordi!!!Quando ho voglio di stare con mio papà che ho perso da poco, chiudo gli occhi e come per magia rivivo tutti i momenti vissuti con lui,i baci e l'odore della sua pelle ed è un momento speciale, non so spiegare a parole...

Raffaella ha detto...

E' bello quanto scrivi, da quando me ne hai parlato ogni volta che vedo l'arcobaleno penso a lei.... L'ultima immagine è bellissima, grazie per avermela inviata in anteprima, da allora fa da sfondo al mio cell.
Baci <3

mike70 ha detto...

Sempre un piacere leggerti. Ne ha colorato uno bellissimo qualche settimana fa, su una tela meravigliosa che è lo stretto di mare che vedo dal mio terrazzo. I colori erano davvero intensi, forse tutto è speciale in cielo, anche i pennarelli.